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Appello ad Amnesty International   versione testuale
Il lungo silenzio di Amnesty International sul diritto alla vita dei bambini non ancora nati costituisce una palese contraddizione con il dichiarato programma di difendere i diritti umani in tutto il mondo e in ogni situazione.Il diritto alla vita è, infatti, il fondamento di ogni altro diritto e attualmente gli attentati contro la vita umana nella fase più giovane dell’esistenza hanno raggiunto un’estensione enorme sviluppandosi in forme nuove. Ma, purtroppo, non si è ancora udita la voce di Amnesty a difesa delle vittime più deboli, povere, numerose.

Tanto più doloroso appare oggi l’annunciato proposito di Amnesty di riconoscere l’aborto come diritto umano, sia pure limitatamente a casi estremi. Da una organizzazione come Amnesty ci saremmo attesi, accanto ad una solenne proclamazione del diritto alla vita fin dal concepimento di fronte alla legalizzazione dell’aborto in molti paesi, almeno un’azione rivolta a favorire l’educazione al rispetto della vita umana già concepita ed a costruire reti di solidarietà intorno alle madri con gravidanze difficili per garantire insieme a loro la nascita del figlio.Ci troviamo invece di fronte al progetto di promuovere l’aborto negli stati dove ancora non è stato legalizzato. Non ci lasciamo ingannare dalla precisazione di qualche esponente di Amnesty, secondo la quale si intende solo evitare la sanzione  penale a carico della donna in situazioni eccezionali.

Sappiamo bene che la minaccia penale nei confronti della donna non è l’unico mezzo per difendere la vita; riconosciamo l’opportunità che la società civile sappia  in certi casi perdonare, abbiamo l’esperienza che è possibile salvare la vita del figlio ponendosi accanto e non contro la madre. Ma, a parte la considerazione che l’uomo è sempre uomo nonostante le condizioni talvolta inaccettabili nelle quali è stato generato, il silenzio protratto per decenni da parte di Amnesty sul diritto alla vita dei concepiti, lascia capire quale grande breccia nella protezione dei diritti umani fondamentali sarebbe la definitiva adesione di Amnesty all’annunciato progetto.Chiediamo perciò un ripensamento da parte degli organi centrali di Amnesty International. Esso favorirebbe un rinnovato impegni di collaborazione con Amnesty di quanti, cristiani o no, riconoscono che il principio di eguaglianza riguarda tutti gli uomini e non solo i già nati. Nel caso contrario ogni collaborazione diventerebbe impossibile nonostante il dolore di restare soli nella difesa integrale dei diritti umani. 

Carlo Casini
Presidente del Movimento per la Vita Italiano
Rimini, 22 Agosto 2007

Per aderire all'appello del Movimento per la vita ad Amnesty International, potete inviare la vostra adesione a:
siallavita@mpv.org